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Organizzare il caos, progettare il benessere

Connettere ambienti, animali, accessibilità e tutto il caos residuo

Semplificatrice di quotidianità

L’ambiente non è mai neutro: ci orienta, ci calma o ci stressa, ci fa percepire possibilità o limiti.

Io studio come gli spazi influenzano il comportamento, le emozioni e il benessere delle persone, e intervengo per favorire usabilità, accessibilità e una migliore qualità dell’esperienza negli ambienti: creo le condizioni perché le persone stiano meglio negli spazi che vivono, anche quelli digitali.

Infatti il vostro cervello non pensa in modo diverso quando aprite un’email e quando entrate in una stanza.
Fisico o digitale, l’utente siete sempre voi. E non siete soli: l’armonia di un luogo dipende da tutti coloro che lo abitano o lo fruiscono.

Sono un problem solver che progetta il benessere negli ambienti. Trovo la logica che sta dietro al caos, creando sistemi che rendono la vita più semplice e le esperienze più chiare.

Avete un problema da risolvere?

Troviamo la soluzione
Struttura di una foglia che mostra una rete organica, così l'Experience Architect crea connessioni che alimentano l'intera esperienza utente.

Caos Residuo

  • [ca·os re·sì·du·o]
  • Sostantivo
  1. (Generico) L’insieme di elementi non organizzati, informazioni disordinate e interazioni incoerenti che rendono difficile orientarsi, comprendere e muoversi in un sistema.
  2. (Experience Architecture) Scienza che studia il caos residuo, analizzando tutto ciò che non è stato progettato in modo ergonomico, accessibile e coerente, influendo negativamente sull’usabilità e sul benessere di chi lo vive.
  3. (Experience Architect) Professionista che affronta il caos residuo occupandosi di:

    • Analizzare come le persone interagiscono con gli spazi e i sistemi
    • Individuare inefficienze e frustrazioni nell’uso quotidiano
    • Progettare soluzioni organizzative che rendano tutto più funzionale
    • Migliorare l’esperienza d’uso sia fisica che digitale

Es.: Riconoscere e risolvere il caos residuo significa trasformare un ambiente (o un sistema) in un’esperienza fluida, inclusiva e funzionale.

Qualcosa su di me

Non sono né un architetto né un programmatore, ma una figura trasversale che applica principi di usabilità ed esperienza utente a qualsiasi ambiente o sistema che le persone usano quotidianamente.

Ho imparato a “sentire” quando uno spazio o un’interfaccia non funziona, quando invece di aprire porte ne chiude qualcuna. È un sesto senso scombinato. Da qui nasce il mio lavoro: capire come le persone vivono gli spazi, reali o digitali.

Mi rivolgo a chiunque si trovi a fare i conti con il “Caos Residuo” nella propria vita, che si tratti di un ambiente disorganizzato, di un’interazione difficile con un’interfaccia, o di una convivenza complicata con i propri animali.

Se vuoi dare un’occhiata al lato più erratico del mio cervello, passa dalla sezione Whim ➡️. Non è lavoro, ma senza un po’ di caos qua e là, il resto non sarebbe così interessante.

Se invece preferisci una storia più ordinata, la trovi qui sotto.

Leggi la bio
Quadri con rappresentazioni di Marzia Martinelli in diverse occasioni

Le mie aree di ricerca

Le mie aree di ricerca rappresentano il cuore del mio approccio interdisciplinare. Sono il mio background teorico e metodologico che sostiene tutto ciò che faccio, una lente attraverso cui analizzo e comprendo il mondo, per creare esperienze che siano realmente significative e accessibili.

Compagni di strada

Alcune realtà con cui ho intrecciato progetti e collaborazioni

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Il tuo spazio può fare molto di più.

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