Non sono né un architetto né un programmatore, ma una figura trasversale che applica principi di usabilità ed esperienza utente a qualsiasi ambiente o sistema che le persone usano quotidianamente.
Ho imparato a “sentire” quando uno spazio o un’interfaccia non funziona, quando invece di aprire porte ne chiude qualcuna. È un sesto senso scombinato. Da qui nasce il mio lavoro: capire come le persone vivono gli spazi, reali o digitali.
Mi rivolgo a chiunque si trovi a fare i conti con il “Caos Residuo” nella propria vita, che si tratti di un ambiente disorganizzato, di un’interazione difficile con un’interfaccia, o di una convivenza complicata con i propri animali.
Se vuoi dare un’occhiata al lato più erratico del mio cervello, passa dalla sezione Whim ➡️. Non è lavoro, ma senza un po’ di caos qua e là, il resto non sarebbe così interessante.
Se invece preferisci una storia più ordinata, la trovi qui sotto.
